Il workshop sulle politiche organizzato da Dschola su Multinclude si è tenuto online l’11 novembre 2020

Al workshop online hanno partecipato importanti attori locali e nazionali: l’Assessore all’Istruzione della Città di Torino – dr. Antonietta Di Martino, il Vice Rettore Didattico dell’Università degli Studi di Torino – prof. Barbara Bruschi, coordinatrice per l’inclusione della sezione regionale del Ministero dell’Istruzione del Piemonte, prof. Paola Damiani. Hanno partecipato anche i presidi delle scuole, insegnanti di diverse classi (primarie e secondarie) di scuole situate in diverse regioni d’Italia. Abbiamo invitato i rappresentanti delle buone pratiche selezionate dal progetto, come Cafe Latte, Pedagogia dei Genitori, Calamaio, S4D e due importanti ONG: SaveTheChildren e Maestri di Strada, che hanno partecipato all’incontro.

Le politiche di inclusione della Città di Torino

L’Assessore Antonietta Di Martino ha sottolineato nel suo intervento come l’inclusione possa essere intesa in modo estensivo come diritto alla salute e ha ricordato i principi dell’UNESCO sul tema dell’inclusione.
Inoltre, ha ricordato la legislazione nazionale, sottolineando come le amministrazioni locali siano responsabili di fornire servizi a sostegno di studenti fragili (con disabilità, background migratorio, difficoltà socio-economiche, etc.) come i trasporti, le cure speciali, il sostegno economico, etc.). Ha proseguito spiegando quanto realizzato dal Comune di Torino sul tema dell’inclusione e ha presentato il contributo della Città in due delle buone pratiche già presenti in Multinclude, e precisamente la Scuola in Ospedale e Provaci ancora Sam. Per quanto riguarda Provaci ancora SAM, il Comune continua a investire con risorse proprie e con il supporto della fondazione bancaria per combattere l’abbandono scolastico: la città ha rafforzato questa azione durante il primo blocco e l’estate, sostenendo anche gli educatori nel nuovo approccio richiesto dalla formazione a distanza.
Poiché è ormai dimostrata la centralità dei primi anni di vita per determinare il successo scolastico e il benessere, Di Martino ha suggerito di adattare la matrice da utilizzare anche nella scuola materna.

Il dibattito è iniziato con lo stimolo del prof. Lupo chiedendo ai partecipanti quali sono i presupposti e gli approcci che possono facilitare un’educazione inclusiva.
La prof.ssa Barbara Bruschi, Vice Rettore per l’Educazione dell’Università di Torino, ha risposto sottolineando due fattori cruciali che sono la Cultura e la Politica, sostenendo che manca ancora la Cultura dell’inclusione e che la Politica non ne facilita l’applicazione. Occorre quindi passare all’azione con due azioni concrete e suggerisce Formazione e Ricerca, tenendo conto della teoria della Pedagogia del Cambiamento che suggerisce l’importanza di partire dal basso.
La Prof. Paola Damiani, esperta e ricercatrice nel campo dell’inclusione, condivide l’importanza della cultura dell’inclusione e prosegue con una riflessione su quanto ampio sia il campo della ricerca a partire da termini come “Educazione” e “Inclusione”, e su come il rapporto tra educazione ed educazione non sia ancora chiaro per tutti. Il Prof. Damiani considera un buon riferimento l’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile che si occupa di garantire un’educazione di qualità, equa e inclusiva per tutti. Cita anche l’economista Stefano Zamagni (https://en.wikipedia.org/wiki/Stefano_Zamagni) che parla di pedagogia nei processi educativi e affronta il tema della corresponsabilità educativa.
La Prof. Stella Perrone, preside della scuola, ha focalizzato il suo intervento sul ruolo del preside nella scuola che è fondamentale per la gestione delle politiche di inclusione, attraverso la definizione di obiettivi misurabili e basati su azioni concrete. È importante anche a livello organizzativo, la disponibilità di risorse come personale che si occupa di inclusione, in grado di condividere gli obiettivi e di coinvolgere gli studenti nel processo.
La dott.ssa Sara Ferraioli dei Maestri di Strada, si è unita alla conversazione illustrando le attività da loro svolte in Campania e la prof.ssa Fiorella Miotti, a partire da quanto è stato fatto nella sua scuola sulla pedagogia dei genitori, sottolinea l’importanza della corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.

Abbiamo registrato una richiesta condivisa di continuare la discussione per approfondire questo tema e favorire la collaborazione tra i diversi attori.

 

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